Καλό Πάσχα! [Kaló Paschá] Ecco come si festeggia la Pasqua ortodossa in Grecia

Καλό Πάσχα! [Kaló Paschá] Ecco come si festeggia la Pasqua ortodossa in Grecia

La Pasqua è la ricorrenza più importante e più sentita in Grecia. È usanza trovarsi in famiglia, tutti insieme e finalmente riuniti, anche con i parenti lontani o fuorisede che per l’occasione ritornano a casa. Profondo e solenne è lo spirito con cui tutti rispettano i dettami religiosi durante il periodo di Quaresima, non importa l’età, il sesso o lo stile di vita. Nei 40 giorni di digiuno antecedenti alla Pasqua è possibile consumare solo alimenti naturali (oltre il divieto classico della carne è vietato consumare qualsiasi derivato animale) e si perpetuano riti e tradizioni antiche.

Il Venerdì Santo è il giorno del lutto, del silenzio e del vuoto. Viene recitato il Vespro in Chiesa alla sera e si partecipa alla processione dell’Epitaffio, una bara ricoperta di fiori con il simulacro di Cristo, per le vie del centro. Le persone partecipano con piccole candele in mano, in religioso silenzio e devozione. L’atmosfera è sospesa e buia, accompagnata dal sottofondo suggestivo di canti salmodiati, tipici delle cerimonie ortodosse.

La cerimonia del Sabato Santo culmina a mezzanotte, quando il pope (il sacerdote ortodosso) bussa dall’esterno tre volte alla porta maggiore della chiesa per poi spalancarla, intonando l’inno della resurrezione e lanciando foglie di alloro. Annuncia a gran voce Christos Anesti (Cristo è risorto!) a cui si risponde in coro Alithos Anesti (E davvero risorto!). Si fa quindi ritorno nelle case, dove ad aspettare i fedeli c’è una ricchissima cena. Piatto principale è la maghiritsa, una zuppa a base di interiora di agnello, (quello acquistato per essere messo sullo spiedo alla domenica) con aneto, cipolla e riso condita con la salsa avgolemono, a base di uovo e limone. Il tutto accompagnato con diversi tipi di insalata, con formaggi alle spezie e pane… una notturna cena luculliana!

La domenica è la giornata di Festa: si passa in famiglia, tra amici e vicini in contagiosa allegria tra chiacchere, balli e musica tradizionale. A turno, ognuno ha l’importante compito di girare manualmente lo spiedo con l’agnello, da condividere poi durante il pranzo. La carne viene bagnata continuamente per ore con una foglia intinta nel ladorigani, una tradizionale mistura di olio e origano. Chiunque può prendersi la sua porzione, sempre ben accompagnata da un bicchiere di vino!

Le protagoniste e il simbolo della Pasqua in Grecia sono le uova rosse, Kokkinopefti (dal greco kokkini, rosso e pefti, cadere). Sono uova sode dipinte il giovedì santo che vengono messe in giro per la casa. Si gioca a farle cozzare insieme sbattendole e si ritenga sia un portafortuna se tra loro non si rompono. Il primo uovo colorato è il più sacro, viene chiamato “L’uovo della Madonna” e viene tenuto in casa vicino a un’icona sacra. 

È bene ricordare che non vi è coincidenza con la Pasqua cristiana e cade solitamente una decina di giorni dopo. La Chiesa Ortodossa, infatti, fa riferimento al calendario giuliano e non, come quella cattolica, a quello gregoriano. La Pasqua ortodossa cadrà quest’anno l’8 aprile.